Museo d’Arte Moderna di Bologna
Fino al 6 maggio 2012
Nato a Bruxelles nel 1924, Marcel Broodthaers, artista, poeta, cineasta, è uno dei più significativi personaggi del Novecento, non solo per il lavoro di ricerca e sperimentazione, ma anche per la sua critica verso il ruolo ideologico e politico dell’arte. Il percorso espositivo del MAMbo comprende circa cinquanta opere, che rivelano come la relazione tra immagine, oggetto e parola costituisca il centro della sua ricerca. In mostra vi sono oggetti, fotografie, incisioni, libri, films realizzati dal 1968 al 1975, oltre alle sale che l’artista realizzò per il Musée d’Art Moderne di Parigi.
Le sue teorie sull’influenza del sistema economico e sociale nei confronti sia del processo creativo che della percezione del pubblico, sono comprensibili solo in relazione alla ventennale attività di poeta di Marcel Broodthaers, e alla successiva decisione di affiancare ad essa la carriera artistica. Una scelta che ha origine nel momento in cui l’artista, allora dedito alla poesia, riceve in regalo da René Magritte una copia dell’opera di Stephane Mallarmé Un Coup de Dès, un testo rivoluzionario,che si presenta com un’unica scrittura priva di punteggiatura, le cui parole appaiono sparse casualmente nelle pagine in caratteri e dimensioni differenti. Incantato dall’utilizzo visuale di parole e spazi, Broodthaers ripete l’esperimento di Mallarmé, sostituendo alle parole righe e blocchi tipografici neri.
Dai suoi primi lavori d’artista degli anni Sessanta, la mostra prosegue nell’analisi della ricerca sulla relazione tra forma e contenuto, tra verità e finzione, fino a creare complessi sistemi di segni e allestimenti scenici costituiti dall’accostamento di oggetti simili e dissimili nello stesso spazio, e a trasformare così la scrittura poetica in spazio, accostando la forza dell’immagine a quella del linguaggio, in un informale combinazione di testo e forma.